Diga del Gleno

EscursionismoVal di Scalve

Diga del Gleno

Scheda tecnica

Data
Partenza
Pianezza, Vilminore di Scalve (BG)
Altitudine max
1534mt
Dislivello
300mt
Difficoltà
TVai alla legenda
Tempo di salita
1.00h
Tempo totale
1.45h
FPL presenti
Anna, Stefano, Laura, Claudio, Giulia, Marco, Francesco

Descrizione

1 dicembre 1923, ore 7:15: sei milioni di metri cubi d'acqua e detriti sfiorano il paese di Bueggio, distruggono Dezzo, raggiungono Angolo e Darfo e si riversano nel lago d'Iseo. Un disastro annunciato, che ha causato la morte di centinaia di persone (i numeri sono ad oggi ancora incerti).

Nei mesi precedenti, forti piogge avevano riempito il bacino artificiale del Gleno ed erano state segnalate perdite lungo le arcate della diga di contenimento. Creata per dare energia alle fabbriche delle valle, la diga è stata costruita a partire del 1916. Dopo una serie di proroghe, cambi di progetto e segnalazioni di criticità dell'opera, la struttura ad arcate viene completata nonostante l'ingiunzione di sospensione lavori da parte del Ministero dei lavori pubblici.

Oggi i ruderi della diga sono ancora lì, come un buco nella storia, a ricordo di una tragedia certamente evitabile.


Per arrivare al lago e a quel che resta della diga, si parte dalla località Pianezza, raggiungibile con una comoda strada di circa 3km da Vilminore di Scalve. I posti macchina sono pochi, e noi parcheggiamo a fianco della strada poco prima delle case. In alcuni periodi dell'anno, la strada è chiusa e si sale con un servizio navetta da Vilminore (qui per maggiori info). 

Dalla piazzetta, seguiamo i cartelli del sentiero 411 e imbocchiamo il "Sinter di scalì". Dopo aver superato alcune baite, si sale ripidamente a zig-zag nel bosco su un sentiero roccioso fino alla località Pagarulì (1507mt, 0,40h).

Da qui, in 20 minuti, si arriva alla diga per comodo e panoramico sentiero pianeggiante.

La limpida giornata autunnale, ci permette di ammirare la bellezza di questo ambiente, dalla parete nord della Presolana che riempie il buco della diga, ai colori della valle, fino al Monte Gleno che ne delimita il confine.

Dopo un lauto pranzo e un riposino, facciamo il giro del lago e poi scendiamo per stesso percorso.

 

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