
Palla Bianca (Weisskugel) dalla Val Mazia - Alpinismo e Avventure in Montagna
Alpi Venoste
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Descrizione
AlpinismoPalla Bianca, o meglio Weisskugel, la più alta delle Alpi Venoste, al confine tra Alto Adige ed Austria. Una cima di cui parlavamo già da qualche anno, ma che non avevamo mai avuto modo di mettere in programma. Delle diverse vie di salita, scegliamo quella dalla Val Mazia.
Risaliamo in macchina la Val Venosta e, poco prima di Malles, svoltiamo a destra verso Mazia; superato il paese, proseguiamo su una comoda stradina fino ai parcheggi in località Glieshof (1800mt circa).
Ci incamminiamo lungo il sentiero 2, una comoda sterrata che passa sotto alla Malga Mazia, attraversiamo un ponte e ci ricongiungiamo con il sentiero 1, che prosegue dolcemente fino a poco dopo la stazione di partenza della teleferica del rifugio, ben visibile sopra di noi. Girato a destra, il sentiero risale ora più ripido e, dopo numerosi tornanti e un ultimo tratto meno acclive, raggiunge il bel Rifugio Oberettes (2670mt, 2.00h), dove pernottiamo.
Sveglia presto e, dopo un'ottima colazione, alle 04:30 ci incamminiamo con le lampade frontali sul sentiero proprio dietro al rifugio. Dopo solo un centinaio di metri giriamo a sinistra sul sentiero 7, che in pochi minuti abbandoniamo imboccando il 5B alla nostra destra (il cartello segna il 5).
La pendenza aumenta e in poco più di mezz'ora raggiungiamo un passo a circa 2960mt; poi ci aspetta un breve tratto in leggera discesa, che disegna un semicerchio verso destra e riprende a salire fino a circa 3000mt di quota. Scendiamo infine un centinaio di metri ripidi fino a un laghetto, che aggiriamo a sinistra per sbucare sulla lingua finale del Ghiacciaio di Mazia (2950mt circa, 1.15h).
Formata la cordata, ci incamminiamo lungo il ghiacciaio, ormai privo di neve. La pendenza è leggera e, restando al centro, riusciamo a superare agevolmente i piccoli crepacci che troviamo sul cammino. Proseguiamo in direzione est fino al primo cambio di pendenza (3150mt), che affrontiamo girando verso sinistra e restando larghi dove il ghiacciaio è meno ripido e coperto di neve. Raggiunti circa i 3250mt di quota, giriamo a destra puntando alla parete rocciosa, dove per avvicinarci siamo costretti a superare un secondo tratto ripido. Riprendiamo a salire dolcemente verso nord; in basso alla nostra destra notiamo il passo Hintereisjoch, da dove salgono alcune cordate provenienti dal Rifugio Bellavista o dal Rifugio Pio XI. Arrivati a circa 3500mt, ci aspetta un ultimo tratto ripido, che superiamo restando sul lato sinistro, vicino alle rocce, per evitare i tratti di ghiaccio vivo più a destra.
Passata questa difficoltà, proseguiamo lungo l'ampia cresta fino a un esposto traverso, che ci permette di raggiungere la parte rocciosa finale: con qualche saliscendi e alcuni passaggi di I/II grado, ci condurrà fino alla croce di vetta (3738mt, 3.45h dal rifugio).
Purtroppo in cima siamo completamente avvolti da nuvoloni e anche il vento non rende piacevole la permanenza, così dopo pochi minuti iniziamo a scendere. Fortunatamente, una volta scesi dalla cresta e prima dell'ultimo tratto ripido, possiamo goderci il meritato panorama verso i molteplici ghiacciai austriaci e verso la Val Senales. Bellissimo il panorama anche sui giganti Ortles e Gran Zebrù, e sul sempre visibile Gruppo del Bernina.
Dopo una breve pausa riprendiamo la discesa, ripercorrendo la stessa traccia della salita fino al rifugio (3.00h dalla vetta), dove ci aspetta un meritato pranzetto, per poi scendere di nuovo giù fino alla macchina in circa 1.30h.
Scheda tecnica
05/07/2026
Località Glieshof, Mazia (BZ)
3738mt
PD+
(Vai a legenda)2050mt
Salita: 5.45h
Totale: 10.15h
(Salita rifugio 2.00h; salita cima 3.45h; discesa 4.30h)
Materiale da ghiacciaio
StefanoMatteoEnrico
Note
Le difficoltà della salita possono variare a seconda dell'innevamento del ghiacciaio, soprattutto per l'ultimo ripido tratto prima della cresta finale. Attenzione al tratto di ghiacciaio tra i due cambi di pendenza, è abbastanza crepacciato, infatti in discesa, nonostante fosse ancora presto, siamo quasi sfondati in un buco. Il tratto roccioso finale non è troppo difficile, però è abbastanza esposto, noi siamo rimasti legati, non mancano spuntoni dove fare un minimo di sicura. Ottima la colazione con dolce e salato al bel rifugio Oberettes, da dove si può godere una stupenda vista sulla verde val Mazia e sul più lontano Ortles.