
Cima Adamello dalla Lobbia Alta - Alpinismo e Avventure in Montagna
Gruppo dell'Adamello
Tutte le uscite
Descrizione
ScialpinismoLa salita alla Cima Adamello (3539m) partendo dal Passo Presena è uno degli itinerari di scialpinismo più spettacolari e completi del gruppo. Questo percorso di due giorni prevede il pernottamento al Rifugio Caduti dell'Adamello (Lobbia Alta), l'attraversamento della Vedretta del Mandrone e la discesa epica attraverso il Passo Pisgana e il ghiacciaio del Pisganino fino a Ponte di Legno. In questa relazione trovi i dettagli tecnici su tempi, dislivelli e la traccia GPX scaricabile per affrontare in sicurezza i ghiacciai del Pian di Neve.
Primo Giorno: Dal Presena al Rifugio Caduti dell'Adamello
Lasciata l'auto di fronte agli impianti di Ponte di Legno, prendiamo la cabinovia per salire al Passo del Tonale. Con una breve discesa in pista raggiungiamo una prima cabinovia per salire al Passo Paradiso e poi una seconda per salire in cima al Presena.
Con gli sci in assetto da discesa, scendiamo dalla parte opposta alle piste, tagliamo inizialmente verso destra, per poi iniziare a scendere in direzione del Lago Scuro, passato il lago scendiamo fino al Rifugio Mandrone (2440mt).
Messe le pelli, lasciamo il rifugio, passiamo nelle vicinanze del lago mandrone e con un semicerchio verso sinistra raggiungiamo l'inizio della Vedretta del Mandrone. Risaliamo il ghiacciaio sul lato sinistro, poi, a circa 2750mt di quota, abbandoniamo le tracce che proseguono lungo il ghiacciaio, girando a sinistra, in direzione del Rifugio ai Caduti dell'Adamello (3040mt, 3.30h), che raggiungiamo dopo aver dato uno sguardo al panorama sul ghiacciaio di Lares dal vicino Passo della Lobbia alta.
Secondo Giorno: Salita alla Cima Adamello e discesa del Pisganino
La mattina seguente, alle 7:00 lasciamo il rifugio e sciamo per raggiungere il Mandrone. Sceso un primo tratto, tagliamo verso sinistra per limitare la perdita di quota e guadagnare già anche qualche metro sul ghiacciaio. Raggiunto il ghiacciaio (2800mt) mettiamo le pelli ed iniziamo a salire dolcemente. Passato un primo leggero cambio di pendenza, sotto il pendio che scende dal Cannone di Cresta Croce, riprendiamo a salire dolcemente girando intorno al lontano Corno Bianco. Superiamo un altro cambio di pendenza, all'altezza dei Corni di Salarno, stando sempre lontani dalla parte più pendente vicino al corno e ci troviamo sul pianoro sotto la cima; la attraversiamo per raggiungere il pendio alla base della cresta sud-ovest (2.30h), con in vista i vicini Passo dell'Adamello ed il rosso Bivacco Ugolini.
Viste le difficoltà di chi ci prevedeva nel risalire la cresta con gli sci, optiamo per abbandonarli e salire gli ultimi 250 metri che ci separano dalla cima armati di picca e ramponi. In un'oretta, sfondando in alcuni tratti, raggiungiamo la Cima dell'Adamello (3539mt, 3.30h).
Uno spettacolo a 360 gradi, nemmeno un nuvola, pochissimo vento e le temperature fresche ci lasciano tutto il tempo per ammirare il bianchissimo pian di neve in tutto il suo splendore.
Scendiamo seguendo le tracce della salita ed in poco meno di una mezz'oretta recuperiamo gli sci. Cambio di assetto e riprendiamo la nostra discesa, anche se in verità il primo tratto è piano e per superarlo siamo costretti a bacchettare. Raggiunto il cambio di pendenza finalmente ci godiamo una bella discesa su neve fresca, attraversando ancora alcuni tratti in piano. In poco più di un'ora raggiungiamo la fine della Vedretta del Mandrone dove, dopo una breve pausa, rimettiamo le pelli e ripercorriamo a ritroso la traccia del primo giorno, verso il Rifugio Mandrone. Senza arrivare fino al Lago Mandrone, tagliamo salendo il pendio alla nostra sinistra, per andare ad incrociare le tracce che salgono verso il Passo Pisgana (2953mt, 1.30h).
Dal passo, sciamo il ripido pendio per raggiungere il sottostante Ghiacciaio del Pisganino, dove le pendenze diminuiscono e riusciamo a goderci una bella sciata. Nella seconda parte le pendenze aumentano ed attraversiamo anche qualche canalino. Terminata questa seconda parte (2100mt), affrontiamo l'ultimo ampio pendio fino a raggiungere la stretta e ghiacciata traccia che, tra dossi e stradine, ci conduce fino alla battuta Pista Pegrà. Sciando lungo la pista arriviamo fino al parcheggio all'inizio della Val Sozzine.
Scheda tecnica
28/03/2026
Presena
3539mt
BSA
(Vai a legenda)2000mt
Salita: 7.00h
Totale: 12.30h
(3.30h primo giorno, 3.30h per la cima, 5.30 discesa e Pisganino )
Artva, pala e sonda, picca, ramponi o rampant ed imbrago
MatteoEnrico
Note
Una lunga ed impegnativa giornata, ampiamente ripagata dallo spettacolo del più esteso ghiacciaio italiano. Viverlo in questa stagione, ancora pieno di neve, fa quasi dimenticare la sofferente e ghiacciata faccia estiva. Ottimo come sempre il pernottamento e l'accoglienza al bel rifugio ai Caduti, il panorama dalla terrazza è unico. La discesa dal rifugio al Mandrone è da valutare in base alla neve presente: è possibile tagliare un po' più in alto, perdendo meno quota e guadagnando qualche centinaia di metri di sviluppo. Dopo una lunga giornata, la discesa dal Pisganino sembra quasi infinita: il primo tratto è semplice, poi le difficoltà crescono nel canale e sulla stretta stradina ghiacciata. Non siamo riusciti a raggiungere la pista Pegrà con gli sci ai piedi, abbiamo dovuto spallare, anche se solo per alcune centinaia di metri.